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Egr. Avvocato, in occasione del ponte del 2 giugno di quest’anno ho prenotato, con ben 4 mesi di anticipo, una vacanza a Lampedusa insieme al mio fidanzato ed un gruppo di amici. Abbiamo prenotato il volo Roma-Lampedusa, che prevedeva due tappe: Roma/Palermo e Palermo/Lampedusa. Appena arrivati all’aeroporto di Roma, abbiamo scoperto che il volo sarebbe partito con 3 ore di ritardo: così abbiamo perso il successivo volo da Palermo a Lampedusa, l’ultimo del giorno. Difatti esistono solo due voli giornalieri. Così, senza alcuna assistenza, siamo rimasti fino a sera, perché la compagnia aerea ci ha assicurato che avremmo preso il secondo volo giornaliero per Lampedusa. Purtroppo, non è stato così perché, a ridosso della partenza, ci hanno detto che non potevamo salire sull’aereo che trasporta 40 passeggeri perché non c’erano posti liberi. Abbiamo pernottato in un albergo pagato dalla compagnia aerea e la mattina successiva ci siamo ripresentati (pagando il taxi a nostre spese) ma anche per il volo della mattina i posti erano occupati. Avremmo potuto prendere il volo della sera e così rimanere a Lampedusa un solo giorno, visto che saremmo dovuti ripartire il giorno successivo. Così siamo rimasti a Palermo a nostre spese, e abbiamo dovuto pagare anche la vacanza “persa” a Lampedusa. Non abbiamo avuto alcun rimborso. Che cosa ci consiglia di fare?
Alessandra P. - Roma Gentile Signora Alessandra, nell’episodio che Le è accaduto si riscontrano varie tematiche: ritardo, negato imbarco e, dulcis in fundo, danno da vacanza rovinata, con tutte le conseguenze in materia di rimborsi e risarcimento danni. Purtroppo, negli ultimi tempi, le compagnie aeree sembrano fornire minori garanzie, a dispetto delle nuove tecnologie e del regime di concorrenza in atto. Interviene, in questo caso, l’applicazione del Regolamento comunitario n. 261/04, che, nel caso di ritardo e negato imbarco, prevede un iter ben preciso. a) Anzitutto, il vettore ha l’obbligo di informare i passeggeri in merito ai loro diritti, secondo le seguenti modalità: - deve essere consegnato un avviso scritto contenente le regole in materia di compensazione pecuniaria ed assistenza ai sensi del regolamento medesimo; - devono essere fornite per iscritto le informazioni occorrenti per rivolgersi all’organismo nazionale previsto dal regolamento (art. 16), che ogni Stato membro deve nominare, responsabile dell’applicazione del regolamento medesimo. Tale modalità, da quanto Lei scrive, non è stata attuata. b) In ogni caso, il vettore deve fornire assistenza e, nel caso di negato imbarco, deve fare appello ai volontari disposti a rinunciare alla prenotazione. Se nega l’imbarco a passeggeri non consenzienti, deve versare immediatamente una compensazione pecuniaria. Anche tale modalità, nel Suo caso, è rimasta inattuata. c) Successivamente, il vettore deve inoltre fornire l’assistenza necessaria al passeggero, cui sia stato negato l’imbarco e, nello specifico: 1) deve offrire la scelta tra il rimborso del biglietto, l’imbarco su un volo alternativo non appena possibile e l’imbarco su un volo alternativo non appena possibile oppura ad una data successiva, di gradimento del passeggero; 2) deve fornire pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa, la sistemazione in albergo (qualora siano necessari uno o più pernottamenti), il trasporto da e per l’aeroporto, 2 chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax, posta elettronica; 3) in terzo luogo, il passeggero ha diritto ad una compensazione pecuniaria da euro 250,00 ad euro 600,00 a seconda della distanza delle tratte aeree. Nel Suo caso, trattandosi di una tratta aerea inferiore o pari a 1.500 chilometri, la compensazione sarà pari ad euro 250,00 e lo stesso varrà per il Suo fidanzato e per i Suoi amici. Le misure sopra descritte corrispondono ai diritti minimi del passeggero, e ciò salva e lascia impregiudicati gli ulteriori diritti e/o richieste risarcitorie. Il vettore aereo, nel Suo caso, ha commesso una serie di irregolarità: oltre a non fornire le informazioni e le indicazioni necessarie, ha omesso l’assistenza cui era obbligato e non Le ha fornito pasti e bevande; Le ha sì offerto il pernottamento per una sera, ma non il trasporto e le chiamate; non Le ha offerto l’alternativa del rimborso del biglietto nè la compensazione pecuniaria di euro 250,00. Di conseguenza, Lei potrà chiedere il rimborso di tutte le spese sostenute, allegando i relativi scontrini e/o ricevute di pagamento, ivi comprese le spese di trasporto e tutti gli esborsi affrontati nei giorni in questione. Avrà diritto anche alla compensazione pecuniaria di euro 250,00. Inoltre, nel Suo caso, è evidente la sussistenza di un danno ulteriore, qualificato come danno da “vacanza rovinata”: per tale motivo, Lei potrà chiederne il risarcimento, che comprenderà il costo della vacanza, le spese ulteriori che ha dovuto affrontare ed i danni morali. La quantificazione di tali ultimi danni dovrà tenere conto anche della Sua situazione di aspettativa, poiché la vacanza era stata programmata con 4 mesi di anticipo. In via primaria, dovrà provvedere ad inoltrare una lettera a mezzo raccomandata A/R al vettore aereo e/o agli organi competenti; la mancata risposta Le consentirà di agire in via giudiziaria, dinanzi al Giudice di Pace di Roma. La nostra è considerata l’epoca dello sviluppo tecnologico. Ci consideriamo fortunati perché possiamo viaggiare continuamente, a poco prezzo e raggiungendo mete lontane in poco tempo… Ma è proprio vero? A giudicare dalle innumerevoli segnalazioni di disservizi e richieste di risarcimento danni, rimborso biglietti e spese.. sembra che tutte le più rosee prospettive e le speranze siano andate in fumo! Sarebbe opportuno che i vettori dei vari mezzi di trasporto si impegnassero a cercare, ricercare e raggiungere un più alto livello qualitativo. Che senso ha proporre viaggi a prezzi stracciati se poi c’è un ritorno negativo di immagine, con esborso di somme? E’ vero che, nel calcolo delle probabilità, le società raggiungono comunque il loro obiettivo in termini di costo/ricavi….ma a danno, come al solito, degli utenti. Forse i nostri predecessori ci stanno osservando e ridono di noi……mentre noi ridiamo di loro, quando vediamo film o documentari che li ritraggono a piedi, a cavallo, a bordo di diligenze, e simili… Almeno per loro era normale arrivare in tempi lunghi ed altrettanto normale e cortese essere aiutati in caso di bisogno. Bei tempi i vecchi tempi?!
Avv. Rosina De Marco
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