SPORTELLO DI ASSISTENZA LEGALE
PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI DERIVANTI DA RESPONSABILITA’ MEDICA
O MALFUNZIONAMENTO DELLE STRUTTURE OSPEDALIERE
Operativo da oggi lo SPORTELLO RISARCIMENTO DANNI PER RESPONSABILITA’ MEDICA che l'Unione Nazionale Consumatori del Lazio mette a disposizione dei cittadini della Capitale e di tutta la Regione Lazio che sono rimaste vittime di errori medici o hanno subito danni a causa del malfunzionamento delle strutture sanitarie pubbliche o private.
Lo Sportello – coordinato dall’Avv. Gaspare Faga, in possesso di una specifica esperienza professionale nel settore della responsabilità medica e che si avvale della collaborazione di medici legali e specialisti nelle diverse branche della medicina – fornirà un servizio di consulenza legale gratuita e di assistenza giudiziale e stragiudiziale finalizzate al risarcimento dei danni (biologico, patrimoniale, morale ed esistenziale) ai cittadini che siano rimaste (o ritengano di essere) vittime di errati trattamenti sanitari per cura sbagliata, errata esecuzione di un intervento chirurgico, omessa effettuazione di indagini come RX, Tac, ritardo nella somministrazione di terapia, malattie ed infezioni contratte a seguito di degenza ospedaliera, vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati, violazione del consenso informato, mancata o errata diagnosi di malattia e tutte le altre ipotesi riconducibili ad imperizia, negligenza o imprudenza medica.
Lo Sportello fornirà ai cittadini consulenza ed assistenza legale anche per problematiche collegate a incidenti stradali, polizze infortuni, malattie professionali, esposizione all’amianto, protesi al silicone, infortuni sul lavoro, invalidità civile.
La consulenza è gratuita e l’onorario verrà corrisposto all’avvocato solo a risarcimento ottenuto.
Si ricorda che la richiesta risarcitoria è soggetta alla prescrizione decennale; il termine di dieci anni decorre dal momento in cui il danneggiato o i familiari, in caso di decesso o interdizione, abbiano avuto conoscenza dell’errore medico quale causa dell’evento dannoso.
Lo Sportello è attivo martedì e giovedì, dalle ore 15 alle ore 17
presso la sede dell'UNC di Roma - Via Cunfida n. 16 (zona Prati)
Per informazioni e prenotazione appuntamenti
telefonare al numero 06.37513801
INFORMAZIONI SUL SETTORE FLOROVIVAISTICO DI ROMA DEDICATE AI CITTADINI
Vuoi conoscere il Mercato all'Ingrosso dei Fiori dei Roma, la sua storia? Lo sai che il Mercato dei Fiori durante la settimana è aperto anche ai consumatori finali che vi possono acquistare liberamente fiori recisi, piante ornamentali, piantine aromatiche, bulbi, sementi ed altri prodotti per il giardinaggio?
Per queste e tante altre utili informazioni, clicca e scarica l'opuscolo "MERCATO ALL'INGROSSO DEI FIORI E DELLE PIANTE ORNAMENTALI DI ROMA"che l'Assessorato alle Attività Produttive al Lavoro e al Litorale di Roma Capitale ha realizzato (con la partecipazione anche dell'UNC Lazio) per far conoscere ai cittadini "una realtà imprenditoriale e commerciale spesso ignorata", ma fortemente attiva e rappresentativa delle migliori produzioni florovivaistiche regionali del Lazio.
ROTTAMAZIONE AUTO E MOTOCICLI: ORA POSSIBILE ANCHE DA CASA
Regole nuove e più semplici per la rottamazione di auto e ciclomotori. Secondo l’accordo tra Roma Capitale e la società privata Sicurezza e Ambiente, chi deve smaltire un veicolo può chiamare la centrale operativa di Sicurezza e Ambiente al Numero Verde 800898989, operativo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.
Dopo aver acquisito i dati necessari (nome, cognome, indirizzo e numero di telefono del cittadino, caratteristiche del veicolo da rottamare), l’operatore li trasmette al Centro di Raccolta, che contatta direttamente l'interessato e fissa un appuntamento per prelevare il veicolo a domicilio.
Una volta rottamato e radiato il veicolo, il cittadino riceve comodamente a casa il Certificato di Proprietà (CDP) con la conferma dell’avvenuta radiazione.
Il costo totale, comprensivo di tutte le operazioni, è di 78 euro per i veicoli con targa e di 40 per quelli senza targa (come i ciclomotori non immatricolati o radiati dal Pubblico Registro Automobilistico).
Il pagamento può essere effettuato presso il Centro di Raccolta o direttamente all’autista che effettua la rimozione. Questo nuovo servizio comunale servirà anche a liberare spazi utili destinati a parcheggi o aree di sosta, tutelando il decoro urbano e la salvaguardia dell’ambiente.
BOLLETTA DELL'ACQUA: POSSIBILE SCONTO DEL 5% IN 21 COMUNI DEL LAZIO
Per tutto il 2012, sarà possibile uno sconto del 5% sulle bollette delle utenze domestiche dell'acqua per gli utenti di 21 Comuni del Lazio: Albano Laziale, Bellegra, Castel Gandolfo, Castel Madama, Castel San Pietro Romano, Castelnuovo di Porto, Cervara di Roma, Cerveteri, Ciampino, Jenne, Monterotondo, Oriolo Romano, Pisoniano, Riano, Rocca Santo Stefano, Roiate, Saracinesco, Segni, Trevignano Romano, Vejano, Zagarolo.
In base alla Delibera n. 6/10 della Conferenza dei Sindaci del Lazio, infatti, per tutto l’anno 2012, sarà possibile uno sconto del 5% sulle bollette delle utenze domestiche in quei Comuni dove – nel passaggio dalla vecchia articolazione tariffaria alla nuova tariffa unica per l’ATO2 – si verifichi un incremento della spesa annua per famiglia per consumi pari a 100 o 200 o 300 metri cubi superiore al 20%.
Per chiedere lo sconto, usa il MODULO predisposto dall'UNC Lazio, scaricandolo dal link Modulistica.
SEI UN UTENTE DI ACEA ENERGIA E HAI UN CONTATORE ELETTRONICO?
CONTROLLA LA TUA BOLLETTA PERCHE’ IN QUESTO PERIODO ACEA ENERGIA STA EMETTENDO FATTURE A CONSUMO STIMATO E NON EFFETTIVO
SE RISCONTRI UNA FATTURAZIONE ANOMALA O HAI DEI DUBBI SULLA BOLLETTA, TELEFONA ALL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DI ROMA AL 06.37513801 PER INFORMAZIONI ED EVENTUALE RECLAMO O RIMBORSO ATTRAVERSO LA PROCEDURA DI CONCILIAZIONE
Da parecchi mesi, centinaia di utenti si stanno rivolgendo all’Unione Consumatori di Roma segnalandoci che il consumo in Kwh fatturato da Acea in bolletta è più elevato di quello effettivo che risulta dal contatore installato nell’abitazione e per di più il consumo è “stimato” per tutto il periodo di riferimento e non per il solo periodo che va dalla lettura all'emissione della bolletta.
La motivazione ufficiale fornita da Acea è di “una anomalia nel software utilizzato per la lettura elettronica dei contatori” ma secondo l'Unione Nazionale Consumatori la scusa non è più credibile né accettabile, anche perché non viene presa in considerazione neppure l’autolettura del contatore che i singoli utenti comunicano ad Acea, tramite il Numero Verde o il sito internet, nei tre giorni che precedono l’emissione della prossima fattura.
A norma di contratto e secondo quanto previsto dalla Carta dei Valori di Acea – ricorda l'Unione Nazionale Consumatori – ogni utente, sia del Servizio di Maggior Tutela che in regime di Libero Mercato, deve pagare l’energia elettrica effettivamente consumata e non possono essere fatti pagare consumi presunti.
Per questo, l’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DI ROMA invita tutti gli utenti di ACEA ENERGIA a controllare il consumo del proprio contatore, rivolgendosi – in caso di irregolarità o anomalie riscontrate nella bolletta – al numero telefonico 06.37513801 per informazioni ed assistenza per eventuali reclami e rimborsi.
Chi volesse recarsi direttamente presso la nostra sede di ROMA – Via Cunfida n. 16 (zona Prati, fermata Metro Ottaviano) può telefonare o inviare una e-mail (info@consumatori.info) per fissare un appuntamento.
LA GIUNGLA DELLE TARIFFE DELL'ACQUA NEL LAZIO
INDAGINE SUL SERVIZIO IDRICO NELL’ATO2
PROVINCIA DI ROMA
NON ANCORA SUPERATA LA GIUNGLA NEL SISTEMA DELLE TARIFFE DELL’ACQUA
IN MOLTI COMUNI DEL LAZIO
BOLLETTA IRREGOLARE PER MOLTI UTENTI
DELL’ATO2 LAZIO CENTRALE - ROMA
CON TARIFFE STRANAMENTE DIVERSIFICATE E NON CONFORMI
ALLA STRUTTURA TARIFFARIA UNIFICATA PREVISTA DALLA LEGGE GALLI
Su 112 Comuni dell’ATO2 serviti da ACEA s.p.a., 76 sono già in carico da ACEA quale Gestore unico del Servizio Idrico Integrato dell’ATO2 Lazio centrale – Roma.
Mentre il Gestore del servizio è unico, le tariffe pagate dagli utenti con le bollette dell’acqua sono ancora stranamente diversificate.
Un’Indagine dell’Unione Nazionale Consumatori del Lazio sul sistema tariffario nell’ambito dell’ATO2 Lazio Centrale – Roma ha registrato, infatti, che, ad oggi (2010), non è stata ancora raggiunta l’unificazione tariffaria prevista dalla riforma del Servizio Idrico Integrato (tariffa del Comune di Roma), per cui in molti Comuni la situazione è rimasta invariata e si continuano ad applicare le precedenti articolazioni tariffarie.
Il regime transitorio, iniziato nel 2003, non è ancora finito e questa dilazione si sta ripercuotendo negativamente su moltissimi utenti (residenti e non residenti) che usufruiscono dell’acqua nell’hinterland romano e che, da ben 7 anni, si ritrovano ancora a pagare il servizio idrico con un sistema tariffario diversificato da Comune a Comune.
Facciamo degli esempi: alcuni Comuni applicano tariffe “a forfait” con un canone fisso annuo scollegato dal consumo effettivo dell’acqua contrariamente a quanto previsto dalla legge, altri Comuni applicano la sola “tariffa base” non prevedendo – forse “dimenticandosene – né la “tariffa agevolata” né le “eccedenze”, altri Comuni ancora prevedono una tariffa con le sole due voci di “uso domestico” e “uso non domestico”.
Si precisa, in proposito, che in base alla normativa vigente il consumo minimo garantito a famiglia è pari a 92 m3 annui ovvero a 250 litri giornalieri.
L’Unione Nazionale Consumatori del Lazio ricorda che in base ai provvedimenti CIP n. 45 e n. 46 del 4 ottobre 1974 e n. 26 dell’agosto 1975, la tariffa applicata all’utenza deve essere costituita da una serie di voci in funzione delle fasce di consumo e cioè agevolata, base, 1^, 2^ e 3^ eccedenza e della tipologia delle utenze e cioè per “uso domestico” e “uso non domestico” e ad ognuna di esse corrisponde un costo specifico.
Se, pertanto, viene meno anche una sola di queste voci, “salta” l’articolazione tariffaria con inevitabili effetti negativi per gli utenti sul piano economico, ma anche sul piano dell’uguaglianza e dell’imparzialità di trattamento.
La conseguenza di questa “giungla tariffaria” è che tantissimi utenti e molte famiglie dei Comuni dell’ATO2 stanno pagando “di tasca propria” costi elevati per una riforma che non è ancora entrata a regime. Diversamente avrebbero risparmiato – negli ultimi anni – mediamente dai 500 ai 1.300 euro. E in questi tempi di crisi economica in cui i bilanci delle famiglie sono in difficoltà, non è di poco conto!
Secondo i risultati dell’Indagine dell’Unione Nazionale Consumatori, ad esempio, il Comune di CIAMPINO, acquisito da ACEA ATO2 dal 2003, non applica per le proprie utenze comunali la tariffa “agevolata” emettendo una fatturazione che inizia dalla tariffa base. Inoltre, il Comune applica 2 sistemi tariffari diversi: uno per gli utenti del consorzio BARBUTA, e l’altro, per gli utenti del restante territorio. In pratica vuol dire che parte degli utenti di questo Comune, negli ultimi 5 anni, hanno pagato almeno 700 euro in più rispetto, ad esempio, agli utenti del Consorzio BARBUTA insito nello stesso territorio.
Stessa “dimenticanza” della tariffa agevolata per il Comune di MARCELLINA e ALBANO LAZIALE con un aggravio economico, per gli ultimi 5 anni, di circa 1.500 euro a famiglia.
Il Comune di PISONIANO, invece, applica una tariffa per così dire “federalista” nel senso che varia ogni anno, ovviamente sempre in aumento. Per il 2005, ad esempio, è stata decisa una tariffa base di 0,1660 €/m3, mentre nell’anno successivo la tariffa è stata di 0,1885 €/m3 (+89,4%); nel 2007 è salita a 0,2072 €/m3 (+ 89,5%), per arrivare, poi, nel 2008 a 0,2269 €/m3 (+ 91,31%) ed inoltre viene “utilizzato” un altro metodo “tariffario” per gli usi “non domestici” pari a 0,2404 €/m3.
Anche nel 2010 la situazione non è cambiata: il Comune di PISONIANO continua a non applicare la tariffa agevolata, la tariffa base per uso domestico è di 0,2269 €/m3 mentre quella per l’uso non domestico è di 0,2509 €/m3 (+95,8%).
La tariffa “a forfait”, con canone fisso annuo senza riferimento al consumo reale, continua a sussistere ancora nel Comune di SARACINESCO. Il sistema applicato dall’amministrazione è certamente più rapido perché non esistendo una vera strutturazione per singole voci della tariffa, vengono applicate due sole tariffe, ovverosia quella per l’uso domestico e quella per l’uso non domestico. Ma il più delle volte la rapidità non è sinonimo di efficienza e così, come in questo caso, gli utenti e le famiglie del Comune di SARACINESCO potrebbero far valere nei confronti dell’amministrazione un rimborso di almeno € 1.300 in cinque anni. Va inoltre ricordato, che il Comune dal 2006 al 2008 ha aumentato il canone fisso del + 96,3% per gli usi domestici, mentre per quelli non domestici (anno 2009 al 2010) il canone fisso è aumentato del +95,8%.
Nei Comuni di AFFILE, SAMBUCI, ARTENA, FIANO ROMANO dall’anno 2006 ad oggi non viene applicata la tariffa agevolata; inoltre, gli utenti di queste cittadine si sono visti recapitare a casa una fatturazione “depurata” della tariffa agevolata inglobata, invece, nella tariffa base e nella 1^ eccedenza. In sostanza gli utenti hanno pagato, e a caro prezzo, il loro consumo idrico di più rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente.
Idem per i Comuni di MARINO e quello di ORIOLO ROMANO (2007/2010) i cui utenti perdono “la fascia agevolata”, con un costo aggiuntivo ipotetico di circa € 1.500 per gli ultimi 4 anni.
Il Comune di SANTA MARINELLA invece, ha una “filosofia del risparmio idrico” tutta sua: garantisce ai cittadini solamente 72 m3/annui anziché i previsti 92 m3/annui (- 20 m3) per gli usi domestici. Come Unione Nazionale Consumatori del Lazio ci siamo chiesti se forse l’amministrazione comunale non combatta gli sprechi di acqua in questo modo? Si ricorda che il minimo garantito a famiglia è di 250lt/giorno.
Ancora più “parsimonioso” è risultato il Comune di SANT’ORESTE che garantisce all’utenza soltanto 50 m3/anno anziché i 92 m3 previsti (- 42 m3).
Il record assoluto, però, spetta al Comune di PONZANO ROMANO che dal 2007 “garantisce” (si fa per dire) solamente 40 m3 d’acqua per utenza/annui anziché i 92 m3 annui (-52 m3).
La frazione di VALLE MARTELLA (vicino ZAGAROLO), invece, ha deciso un sistema per gli utenti “a forfait” con canoni annui così divisi:
a) “lotti liberi” con uso dell’acqua €/anno (€ 136,39 per l’anno 2009)
b) “lotti edificati non abitati” €/anno (€ 188,85 per l’anno 2009)
c) “lotti edificati abitati” per ogni nucleo familiare €/anno (€ 198.08 per l’anno 2009).
Da sottolineare che dal 2007 in poi vi è stata una variazione al rialzo della tariffa del 30% circa all’anno.
Le famiglie di VALLE MARTELLA potrebbero vedersi restituire circa 1.600 euro per gli ultimi 5 anni.
Il Comune di NAZZANO dall’anno 2006 “sottrae” circa il 35% dell’acqua, quale “minimo garantito”. Infatti, per usi domestici l’amministrazione comunale garantisce (si fa per dire!) soltanto 60 m3/annui invece dei 92 m3 previsti (la legge prevede invece 250 litri/giorno per famiglia). Il Comune, inoltre, indica come 1^ fascia di eccedenza da 121 a 150 m3 (mentre, in realtà, dovrebbe essere da 121 a 180 m3/annui); la 2^ fascia di eccedenza la fissa a 150 m3 anziché a oltre i 180 m3 indicati dalla legge e, infine, lucrando anche sugli animali delle fattorie, applica la tariffa idrica per uso agricolo di base al 100% anziché al 50%.
Anche gli agricoltori del Comune di NAZZANO potrebbero rivendicare un rimborso tariffario per gli ultimi 5 anni!!!!!
Il Comune di VELLETRI, invece, sembrerebbe non troppo favorevole “all’accoglienza turistica”. Negli anni tra il 2005 e il 2009, infatti, ha fissato un canone annuo di € 127,73 per l’uso domestico residenti, mentre per i non residenti/turisti ha “rincarato” il canone annuo facendo pagare € 242,00 per l’anno 2006 (+ 67%) per passare, poi, in successione a € 245,61 per il 2007 domestico (+59,4%) e € 302,7541 per i non residenti; nell’anno 2009, il canone fisso annuo è stato di € 231,8590 per l’uso domestico/residenti e € 303,5551 per l’uso domestico/non residenti.
Sempre il Comune di VELLETRI, negli anni 2007/2009, con molta fantasia, ha inventato una 4^ fascia di eccedenza (la legge ne prevede solo 3) per poi ritornare “virtuoso” nell’anno 2010: da quest’anno, infatti, il Comune è ritornato, per così dire, sui suoi passi, facendo rientrare nella norma di legge l’intero impianto tariffario.
Le famiglie di Velletri, comunque, negli ultimi 5 anni avrebbero potuto risparmiare circa € 1.100.
Anche il Comune di TORRITA TIBERINA (nel cui cimitero riposa Aldo Moro) dall’anno 2007 “dimentica” la tariffa agevolata.
L’Indagine ha comunque evidenziato anche i COMUNI virtuosi(n. 42 su 76)che stanno applicando la tariffa in maniera corretta: tra questi il Comune di ROMA (la cui tariffa sarà applicata a tutti i Comuni dell’ATO2 al termine della procedura di acquisizione di tutti i Comuni da parte di ACEA) e tra gli altri Comuni, l’UNC Lazio ricorda il Comune di MONTELANICO, ARCINAZZO, TREVIGNANO ROMANO, FRASCATI, SUBIACO, PALESTRINA, CAVE, CERVETERI, FORMELLO, ZAGAROLO, ALLUMIERE, TOLFA, LARIANO, SEGNI, SUBIACO.
I cittadini di questi Comuni possono tirare un sospiro di sollievo, almeno per quanto riguarda il pagamento dell’acqua potabile.
In conclusione, l’Indagine dell’Unione Nazionale Consumatori nell’ATO2 ha evidenziato sicuramente una strutturazione tariffaria altamente diversificata e non conforme a quanto dettato dalla normativa vigente (Provvedimenti del Comitato Interministeriale dei Prezzi nn. 45 e 46 del 1974 e n. 26 del 1975) oltre ad un ingiustificato e ingiustificabile ritardo nel condurre a regime il nuovo assetto tariffario che ha già provocato e sta continuando a provocare danni economici a milioni di utenti.
L’Unione Consumatori non può quindi non denunciare questa situazione e la responsabilità che in tutto questo va imputata, in parte, agli stessi Sindaci dei Comuni interessati e, in parte, al comportamento del Gestore ACEA spa che, con il suo “silenzio assenso”, ha preferito adottare, in questi anni, una scelta dilazionatoria del regime transitorio avallando le decisioni prese dalla Conferenza dei Sindaci. Ci saremmo aspettati, invece, da parte di ACEA (società di certo non “sprovveduta” ma una dei maggiori leader nel settore idrico a livello europeo e internazionale) una “pressione” sulle amministrazioni locali per un rapido completamento della riforma del S.I.I. nell’ATO2, dimostrando così di avere a cuore non soltanto i propri utili di bilancio, ma anche gli interessi dei propri clienti, cioè dell’utenza finale che a fine mese paga le bollette.
Per concludere, un appello ai consumatori. Avendo riscontrato, nel corso dell’Indagine, alcune situazioni al limite della “legittimità” tariffaria, l’UNC Lazio, con il proprio Ufficio Legale, sta valutando i presupposti per una class action ed altre iniziative legali per la restituzione agli utenti delle somme fatturate in eccedenza, pagate e non dovute.
Per l’elenco dei Comuni dell'ATO 2 con il sistema tariffario applicato, clicca QUI