segnalazione dell'unione nazionale consumatori all'istituto di autodisciplina pubblicitaria contro lo spot della nuova ypsilon che inneggia al lusso
L'Unione Nazionale Consumatori ha deciso di segnalare all'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria lo spot della nuova autovettura Lancia Ypsilon, che in questi giorni sta imperversando in televisione e sui cartelloni pubblicitari, che si chiude con le parole dell'attore Vincent Cassel: "Il lusso è un diritto".
Per l'Unione Nazionale Consumatori, infatti, il messaggio è di cattivo gusto a fronte delle difficoltà economiche di tante famiglie italiane.
“E’ inaccettabile presentare come diritto di ciascuno un tenore di vita dispendioso o un bene superfluo che rappresenti un eccesso rispetto alle possibilità economiche dei cittadini” - ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori - “Molti consumatori ci hanno scritto letteralmente disgustati per il messaggio diseducativo e per questa ragione abbiamo segnalato lo spot all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP): forse in Lancia dimenticano la condizione delle famiglie italiane sempre più povere e indebitate e credono che tutti possano vivere come il loro prezzolato testimonial Vincent Cassel, che fa l’attore ed è sposato con Monica Bellucci!”
“Questa pubblicità è un’offesa per tutti coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese e per cui un’automobile è una necessità più che un lusso. Senza contare che il messaggio che trapela è diseducativo, come se ‘carattere ed originalità’, qualità attribuite all’autovettura (e immaginiamo dunque a chi la guidi), fossero peculiarità soltanto di chi può permettersi certi sfarzi ”.
“Non è probabilmente compito della pubblicità educare i consumatori ma dall’azienda italiana che produce l’autovettura e che conosce molto bene i problemi dei precari, avremmo preferito manifestasse un altro ritegno.” (UNC-lug2011)
PUBBLICITA' COCA-COLA: SU SEGNALAZIONE DELL'UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI GLI SPOT GIUDICATI INGANNEVOLI DOVRANNO ESSERE RIVISTI
L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), accogliendo la segnalazione dell'Unione Nazionale Consumatori, ha dichiarato che il messaggio pubblicitario della Coca-Cola a tavola, veicolato attraverso la televisione, è scorretto "se non contestualmente inserito in un ambito in cui sia evidente il concetto di bilanciamento calorico e nutrizionale e l’occasionalità del consumo".
Lo spot pubblicitario della nota multinazionale americana era stato denunciato, infatti, dall'Unione perchè giudicato ingannevole: dapprima, con scene in bianco e nero, intende convincere i consumatori che l'abitudine di pranzare con la Coca-Cola a tavola è una vecchia tradizione italiana; mostra una mamma che porta in tavola una bottiglia di Coca-Cola di grande formato scatenando la gioia dei commensali. Entrambe le immagini, come ha precisato l'Unione, non hanno niente a che fare con la realtà: per fortuna in Italia la Coca-Cola si beve soprattutto fuori casa! E' poi inaccettabile - secondo l'Unione - il ricorso ai bambini che non solo sono mostrati mentre accolgono la bevanda con atteggiamenti entusiasti, ma si fanno anche testimonial dell'abbinamento tra un piatto fumante (non un panino!) e la nota bevanda zuccherata, disegnandola su una lavagna. Nello spot si vedono bicchieri di grandi dimensioni sulla tavola (dove non c'è traccia di altre bevande, neppure l'acqua), mentre la voce fuori campo esorta a prendere l'abitudine di accompagnare i pasti con la bevanda gassata: "un piacere che tutti possono scoprire in tavola, buon appetito con Coca-Cola".
Insomma, "se si assecondasse lo spot bevendo due bicchieri di Coca-Cola sia a pranzo che a cena, si assumeranno circa 108 gr. di zuccheri, equivalenti (secondo la stessa etichetta nutrizionale sulla lattina) al 116% del fabbisogno giornaliero di zuccheri: un dato esorbitante rispetto ad una dieta corretta, tanto più se tale livello di consumo fosse tenuto da un bambino".
L'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha concordato con l'Unione Nazionale Consumatori: il messaggio veicolato è scorretto se non inserito in un contesto adeguato e va dunque modificato. Le prossime pubblicità della Coca-Cola dovranno quindi evitare di suggerire un consumo quotidiano della bevanda nel rispetto dei consumatori e - come ha sottolineato il Segretario dell'Unione Nazionale Consumatori, Avv. Massiliano Dona nel commentare la favorevole decisione dell'IAP - anche della stessa politica più volte professata dall’azienda che, tra l’altro, si è anche impegnata con il ‘Codice ASSOBIBE per l’autoregolamentazione delle attività di promozione e commercializzazione dei prodotti del settore’ ad astenersi dal suggerire un consumo eccessivo di simili bevande. (UNC-mag2011)
CLAIMS E PUBBLICITA' ALIMENTARE: UNA GUIDA DELL'UNC LAZIO PER CONOSCERE LE INDICAZIONI SALUTISTICHE DEI PRODOTTI ALIMENTARI
Disponibile su questo sito la Guida “I CLAIMS: Pubblicità alimentare e salute dei consumatori – Come riconoscere le virtù benefiche dei cibi senza false illusioni” realizzata da UNC Lazio per fornire ai consumatori una serie di informazioni per orientarsi nel mondo dei "claims salutistici" senza cadere nella trappola di quei messaggi pubblicitari ingannevoli o poco seri che attribuiscono ad una serie di alimenti di largo consumo effetti miracolosi per il benessere psico-fisico. La Guida contiene anche consigli utili su quali prodotti consumare quotidianamente per assicurare all’organismo un regime alimentare salutare ed equilibrato e a quali autorità rivolgersi per denunciare casi di pubblicità ingannevole o anomalie nell’etichettatura dei prodotti.
Per download: Area PUBBLICAZIONI, Link Guide e Opuscoli
Barilla multata dall'Antitrust su segnalazione dell'Unione Consumatori
Si è conclusa con una censura di ingannevolezza e una sanzione di 200.000 euro per "pubblicità non trasparente relativa ai prodotti a marchio Alixir" che ne enfatizzava, in etichetta, le caratteristiche salutistiche e terapeutiche il procedimento avviato nei confronti della Barilla spa dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a seguito della segnalazione, il 12 maggio 2008, dell'Unione Nazionale Consumatori.
L'Unione aveva, infatti, segnalato la presunta ingannevolezza dei messaggi pubblicitari (la campagna promozionale, durata da settembre 2007 a giugno 2008, era stata veicolata dalla Barilla attraverso la stampa periodica e i quotidiani, nelle librerie Mondadori, negli aeroporti di Linate e Fiumicino, su Radio 101,mediante attività on line e attraverso una brochure diffusa presso i supermercati) relativi ai prodotti Alixir in quanto non vi sarebbero evidenze scientifiche a supporto dei vantati effetti salutistici riportati sulle etichette dei prodotti; in particolare, le diciture in latino quali "Iuvenis" ed "Immunitas" ingenerebbero confusione circa "la reale natura dell'elemento caratterizzante della funzionalità dei prodotti segnalati, ove lascia intendere che si tratti di una sostanza esistente in natura avente le dichiarate proprietà benefiche sullo stato di salute, mentre trattasi di un mix o combinazione di sostanze di diverso tipo, come appare dalla composizione degli ingredienti".
Il 14 aprile 2008, peraltro, il Nucleo Antisofisticazioni del Comando dei Carabinieri di Parma aveva denunciato all'Antitrust il carattere decettivo della pubblicità dei prodotti "Alixir", con particolare riferimento ad una brochure pubblicitaria "Alixir il segreto del vivere al meglio", rinvenuta in un supermercato di Parma. Secondo i NAS, i messaggi pubblicitari in questione sarebbero stati contrari al Regolamento CE n. 1924/06 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute, in ragione delle "allegazioni che esprimono un legame tra i prodotti a marchio Alixir e la salute".
Al termine dell'indagine, nel corso della quale sono stati acquisiti anche i pareri del Ministero della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l'Antitrust ha ritenuto la Barilla responsabile di aver posto in essere una pratica commerciale scorretta, ai sensi degli articoli 20 e 21 del Codice del Consumo,in quanto "contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio che essa raggiunge", irrogandole una multa di 200.000 euro e assegnaldole il termine di 90 giorni per l'eliminazione delle indicazioni censurate dalle confezioni di vendita dei relativi prodotti.
Il provvedimento n. 18721 del 7.8.2008 (PS195-ALIXIR-VIVI AL MEGLIO) è stato pubblicato sul Bollettino dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato N. 31 del 2 settembre 2008.