BOLLETTA DELL'ACQUA: SCONTO DEL 5% IN 21 COMUNI DEL LAZIO
Per tutto il 2012, sarà possibile uno sconto del 5% sulle bollette delle utenze domestiche dell'acqua per gli utenti di 21 Comuni del Lazio: Albano Laziale, Bellegra, Castel Gandolfo, Castel Madama, Castel San Pietro Romano, Castelnuovo di Porto, Cervara di Roma, Cerveteri, Ciampino, Jenne, Monterotondo, Oriolo Romano, Pisoniano, Riano, Rocca Santo Stefano, Roiate, Saracinesco, Segni, Trevignano Romano, Vejano, Zagarolo.
In base alla Delibera n. 6/10 della Conferenza dei Sindaci del Lazio, infatti, per tutto l’anno 2012, sarà possibile uno sconto del 5% sulle bollette delle utenze domestiche in quei Comuni dove – nel passaggio dalla vecchia articolazione tariffaria alla nuova tariffa unica per l’ATO2 – si verifichi un incremento della spesa annua per famiglia per consumi pari a 100 o 200 o 300 metri cubi superiore al 20%.
Per chiedere lo sconto, usa il MODULO predisposto dall'UNC Lazio, scaricandolo dal link Modulistica.
SEI UN UTENTE DI ACEA ENERGIA E HAI UN CONTATORE ELETTRONICO?
CONTROLLA LA TUA BOLLETTA PERCHE’ IN QUESTO PERIODO ACEA ENERGIA STA EMETTENDO FATTURE A CONSUMO STIMATO E NON EFFETTIVO
SE RISCONTRI UNA FATTURAZIONE ANOMALA O HAI DEI DUBBI SULLA BOLLETTA, TELEFONA ALL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DI ROMA AL 06.37513801 PER INFORMAZIONI ED EVENTUALE RECLAMO O RIMBORSO ATTRAVERSO LA PROCEDURA DI CONCILIAZIONE
Da parecchi mesi, centinaia di utenti si stanno rivolgendo all’Unione Consumatori di Roma segnalandoci che il consumo in Kwh fatturato da Acea in bolletta è più elevato di quello effettivo che risulta dal contatore installato nell’abitazione e per di più il consumo è “stimato” per tutto il periodo di riferimento e non per il solo periodo che va dalla lettura all'emissione della bolletta.
La motivazione ufficiale fornita da Acea è di “una anomalia nel software utilizzato per la lettura elettronica dei contatori” ma secondo l'Unione Nazionale Consumatori la scusa non è più credibile né accettabile, anche perché non viene presa in considerazione neppure l’autolettura del contatore che i singoli utenti comunicano ad Acea, tramite il Numero Verde o il sito internet, nei tre giorni che precedono l’emissione della prossima fattura.
A norma di contratto e secondo quanto previsto dalla Carta dei Valori di Acea – ricorda l'Unione Nazionale Consumatori – ogni utente, sia del Servizio di Maggior Tutela che in regime di Libero Mercato, deve pagare l’energia elettrica effettivamente consumata e non possono essere fatti pagare consumi presunti.
Per questo, l’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI DI ROMA invita tutti gli utenti di ACEA ENERGIA a controllare il consumo del proprio contatore, rivolgendosi – in caso di irregolarità o anomalie riscontrate nella bolletta – al numero telefonico 06.37513801 per informazioni ed assistenza per eventuali reclami e rimborsi.
Chi volesse recarsi direttamente presso la nostra sede di ROMA – Via Cunfida n. 16 (zona Prati, fermata Metro Ottaviano) può telefonare o inviare una e-mail (info@consumatori.info) per fissare un appuntamento.
LA GIUNGLA DELLE TARIFFE DELL'ACQUA NEL LAZIO
INDAGINE DELL'UNIONE CONSUMATORI
SUL SERVIZIO IDRICO NELL’ATO2
PROVINCIA DI ROMA
NON ANCORA SUPERATA LA GIUNGLA NEL SISTEMA DELLE TARIFFE DELL’ACQUA IN MOLTI COMUNI DEL LAZIO
BOLLETTA IRREGOLARE PER MOLTI UTENTI DELL’ATO2 LAZIO CENTRALE - ROMA CON TARIFFE STRANAMENTE DIVERSIFICATE E NON CONFORMI ALLA STRUTTURA TARIFFARIA UNIFICATA PREVISTA DALLA LEGGE GALLI
Su 112 Comuni dell’ATO2 serviti da ACEA s.p.a., 76 sono già in carico da ACEA quale Gestore unico del Servizio Idrico Integrato dell’ATO2 Lazio centrale – Roma.
Mentre il Gestore del servizio è unico, le tariffe pagate dagli utenti con le bollette dell’acqua sono ancora stranamente diversificate.
Un’Indagine dell’Unione Nazionale Consumatori del Lazio sul sistema tariffario nell’ambito dell’ATO2 Lazio Centrale – Roma ha registrato, infatti, che, ad oggi (2010), non è stata ancora raggiunta l’unificazione tariffaria prevista dalla riforma del Servizio Idrico Integrato (tariffa del Comune di Roma), per cui in molti Comuni la situazione è rimasta invariata e si continuano ad applicare le precedenti articolazioni tariffarie.
Il regime transitorio, iniziato nel 2003, non è ancora finito e questa dilazione si sta ripercuotendo negativamente su moltissimi utenti (residenti e non residenti) che usufruiscono dell’acqua nell’hinterland romano e che, da ben 7 anni, si ritrovano ancora a pagare il servizio idrico con un sistema tariffario diversificato da Comune a Comune.
Facciamo degli esempi: alcuni Comuni applicano tariffe “a forfait” con un canone fisso annuo scollegato dal consumo effettivo dell’acqua contrariamente a quanto previsto dalla legge, altri Comuni applicano la sola “tariffa base” non prevedendo – forse “dimenticandosene – né la “tariffa agevolata” né le “eccedenze”, altri Comuni ancora prevedono una tariffa con le sole due voci di “uso domestico” e “uso non domestico”.
Si precisa, in proposito, che in base alla normativa vigente il consumo minimo garantito a famiglia è pari a 92 m3 annui ovvero a 250 litri giornalieri.
L’Unione Nazionale Consumatori del Lazio ricorda che in base ai provvedimenti CIP n. 45 e n. 46 del 4 ottobre 1974 e n. 26 dell’agosto 1975, la tariffa applicata all’utenza deve essere costituita da una serie di voci in funzione delle fasce di consumo e cioè agevolata, base, 1^, 2^ e 3^ eccedenza e della tipologia delle utenze e cioè per “uso domestico” e “uso non domestico” e ad ognuna di esse corrisponde un costo specifico.
Se, pertanto, viene meno anche una sola di queste voci, “salta” l’articolazione tariffaria con inevitabili effetti negativi per gli utenti sul piano economico, ma anche sul piano dell’uguaglianza e dell’imparzialità di trattamento.
La conseguenza di questa “giungla tariffaria” è che tantissimi utenti e molte famiglie dei Comuni dell’ATO2 stanno pagando “di tasca propria” costi elevati per una riforma che non è ancora entrata a regime. Diversamente avrebbero risparmiato – negli ultimi anni – mediamente dai 500 ai 1.300 euro. E in questi tempi di crisi economica in cui i bilanci delle famiglie sono in difficoltà, non è di poco conto!
Secondo i risultati dell’Indagine dell’Unione Nazionale Consumatori, ad esempio, il Comune di CIAMPINO, acquisito da ACEA ATO2 dal 2003, non applica per le proprie utenze comunali la tariffa “agevolata” emettendo una fatturazione che inizia dalla tariffa base. Inoltre, il Comune applica 2 sistemi tariffari diversi: uno per gli utenti del consorzio BARBUTA, e l’altro, per gli utenti del restante territorio. In pratica vuol dire che parte degli utenti di questo Comune, negli ultimi 5 anni, hanno pagato almeno 700 euro in più rispetto, ad esempio, agli utenti del Consorzio BARBUTA insito nello stesso territorio.
Stessa “dimenticanza” della tariffa agevolata per il Comune di MARCELLINA e ALBANO LAZIALE con un aggravio economico, per gli ultimi 5 anni, di circa 1.500 euro a famiglia.
Il Comune di PISONIANO, invece, applica una tariffa per così dire “federalista” nel senso che varia ogni anno, ovviamente sempre in aumento. Per il 2005, ad esempio, è stata decisa una tariffa base di 0,1660 €/m3, mentre nell’anno successivo la tariffa è stata di 0,1885 €/m3 (+89,4%); nel 2007 è salita a 0,2072 €/m3 (+ 89,5%), per arrivare, poi, nel 2008 a 0,2269 €/m3 (+ 91,31%) ed inoltre viene “utilizzato” un altro metodo “tariffario” per gli usi “non domestici” pari a 0,2404 €/m3.
Anche nel 2010 la situazione non è cambiata: il Comune di PISONIANO continua a non applicare la tariffa agevolata, la tariffa base per uso domestico è di 0,2269 €/m3 mentre quella per l’uso non domestico è di 0,2509 €/m3 (+95,8%).
La tariffa “a forfait”, con canone fisso annuo senza riferimento al consumo reale, continua a sussistere ancora nel Comune di SARACINESCO. Il sistema applicato dall’amministrazione è certamente più rapido perché non esistendo una vera strutturazione per singole voci della tariffa, vengono applicate due sole tariffe, ovverosia quella per l’uso domestico e quella per l’uso non domestico. Ma il più delle volte la rapidità non è sinonimo di efficienza e così, come in questo caso, gli utenti e le famiglie del Comune di SARACINESCO potrebbero far valere nei confronti dell’amministrazione un rimborso di almeno € 1.300 in cinque anni. Va inoltre ricordato, che il Comune dal 2006 al 2008 ha aumentato il canone fisso del + 96,3% per gli usi domestici, mentre per quelli non domestici (anno 2009 al 2010) il canone fisso è aumentato del +95,8%.
Nei Comuni di AFFILE, SAMBUCI, ARTENA, FIANO ROMANO dall’anno 2006 ad oggi non viene applicata la tariffa agevolata; inoltre, gli utenti di queste cittadine si sono visti recapitare a casa una fatturazione “depurata” della tariffa agevolata inglobata, invece, nella tariffa base e nella 1^ eccedenza. In sostanza gli utenti hanno pagato, e a caro prezzo, il loro consumo idrico di più rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente.
Idem per i Comuni di MARINO e quello di ORIOLO ROMANO (2007/2010) i cui utenti perdono “la fascia agevolata”, con un costo aggiuntivo ipotetico di circa € 1.500 per gli ultimi 4 anni.
Il Comune di SANTA MARINELLA invece, ha una “filosofia del risparmio idrico” tutta sua: garantisce ai cittadini solamente 72 m3/annui anziché i previsti 92 m3/annui (- 20 m3) per gli usi domestici. Come Unione Nazionale Consumatori del Lazio ci siamo chiesti se forse l’amministrazione comunale non combatta gli sprechi di acqua in questo modo? Si ricorda che il minimo garantito a famiglia è di 250lt/giorno.
Ancora più “parsimonioso” è risultato il Comune di SANT’ORESTE che garantisce all’utenza soltanto 50 m3/anno anziché i 92 m3 previsti (- 42 m3).
Il record assoluto, però, spetta al Comune di PONZANO ROMANO che dal 2007 “garantisce” (si fa per dire) solamente 40 m3 d’acqua per utenza/annui anziché i 92 m3 annui (-52 m3).
La frazione di VALLE MARTELLA (vicino ZAGAROLO), invece, ha deciso un sistema per gli utenti “a forfait” con canoni annui così divisi:
a) “lotti liberi” con uso dell’acqua €/anno (€ 136,39 per l’anno 2009)
b) “lotti edificati non abitati” €/anno (€ 188,85 per l’anno 2009)
c) “lotti edificati abitati” per ogni nucleo familiare €/anno (€ 198.08 per l’anno 2009).
Da sottolineare che dal 2007 in poi vi è stata una variazione al rialzo della tariffa del 30% circa all’anno.
Le famiglie di VALLE MARTELLA potrebbero vedersi restituire circa 1.600 euro per gli ultimi 5 anni.
Il Comune di NAZZANO dall’anno 2006 “sottrae” circa il 35% dell’acqua, quale “minimo garantito”. Infatti, per usi domestici l’amministrazione comunale garantisce (si fa per dire!) soltanto 60 m3/annui invece dei 92 m3 previsti (la legge prevede invece 250 litri/giorno per famiglia). Il Comune, inoltre, indica come 1^ fascia di eccedenza da 121 a 150 m3 (mentre, in realtà, dovrebbe essere da 121 a 180 m3/annui); la 2^ fascia di eccedenza la fissa a 150 m3 anziché a oltre i 180 m3 indicati dalla legge e, infine, lucrando anche sugli animali delle fattorie, applica la tariffa idrica per uso agricolo di base al 100% anziché al 50%.
Anche gli agricoltori del Comune di NAZZANO potrebbero rivendicare un rimborso tariffario per gli ultimi 5 anni!!!!!
Il Comune di VELLETRI, invece, sembrerebbe non troppo favorevole “all’accoglienza turistica”. Negli anni tra il 2005 e il 2009, infatti, ha fissato un canone annuo di € 127,73 per l’uso domestico residenti, mentre per i non residenti/turisti ha “rincarato” il canone annuo facendo pagare € 242,00 per l’anno 2006 (+ 67%) per passare, poi, in successione a € 245,61 per il 2007 domestico (+59,4%) e € 302,7541 per i non residenti; nell’anno 2009, il canone fisso annuo è stato di € 231,8590 per l’uso domestico/residenti e € 303,5551 per l’uso domestico/non residenti.
Sempre il Comune di VELLETRI, negli anni 2007/2009, con molta fantasia, ha inventato una 4^ fascia di eccedenza (la legge ne prevede solo 3) per poi ritornare “virtuoso” nell’anno 2010: da quest’anno, infatti, il Comune è ritornato, per così dire, sui suoi passi, facendo rientrare nella norma di legge l’intero impianto tariffario.
Le famiglie di Velletri, comunque, negli ultimi 5 anni avrebbero potuto risparmiare circa € 1.100.
Anche il Comune di TORRITA TIBERINA (nel cui cimitero riposa Aldo Moro) dall’anno 2007 “dimentica” la tariffa agevolata.
L’Indagine ha comunque evidenziato anche i COMUNI virtuosi(n. 42 su 76)che stanno applicando la tariffa in maniera corretta: tra questi il Comune di ROMA (la cui tariffa sarà applicata a tutti i Comuni dell’ATO2 al termine della procedura di acquisizione di tutti i Comuni da parte di ACEA) e tra gli altri Comuni, l’UNC Lazio ricorda il Comune di MONTELANICO, ARCINAZZO, TREVIGNANO ROMANO, FRASCATI, SUBIACO, PALESTRINA, CAVE, CERVETERI, FORMELLO, ZAGAROLO, ALLUMIERE, TOLFA, LARIANO, SEGNI, SUBIACO.
I cittadini di questi Comuni possono tirare un sospiro di sollievo, almeno per quanto riguarda il pagamento dell’acqua potabile.
In conclusione, l’Indagine dell’Unione Nazionale Consumatori nell’ATO2 ha evidenziato sicuramente una strutturazione tariffaria altamente diversificata e non conforme a quanto dettato dalla normativa vigente (Provvedimenti del Comitato Interministeriale dei Prezzi nn. 45 e 46 del 1974 e n. 26 del 1975) oltre ad un ingiustificato e ingiustificabile ritardo nel condurre a regime il nuovo assetto tariffario che ha già provocato e sta continuando a provocare danni economici a milioni di utenti.
L’Unione Consumatori non può quindi non denunciare questa situazione e la responsabilità che in tutto questo va imputata, in parte, agli stessi Sindaci dei Comuni interessati e, in parte, al comportamento del Gestore ACEA spa che, con il suo “silenzio assenso”, ha preferito adottare, in questi anni, una scelta dilazionatoria del regime transitorio avallando le decisioni prese dalla Conferenza dei Sindaci. Ci saremmo aspettati, invece, da parte di ACEA (società di certo non “sprovveduta” ma una dei maggiori leader nel settore idrico a livello europeo e internazionale) una “pressione” sulle amministrazioni locali per un rapido completamento della riforma del S.I.I. nell’ATO2, dimostrando così di avere a cuore non soltanto i propri utili di bilancio, ma anche gli interessi dei propri clienti, cioè dell’utenza finale che a fine mese paga le bollette.
Per concludere, un appello ai consumatori. Avendo riscontrato, nel corso dell’Indagine, alcune situazioni al limite della “legittimità” tariffaria, l’UNC Lazio, con il proprio Ufficio Legale, sta valutando i presupposti per una class action ed altre iniziative legali per la restituzione agli utenti delle somme fatturate in eccedenza, pagate e non dovute.
Per l’elenco dei Comuni dell'ATO 2 con il sistema tariffario applicato, clicca QUI
AUMENTANO LE BOLLETTE DI ELETTRICITA' E GAS
Pubblicato il 1° luglio 2011 dall'Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas, l'aggiornamento trimestrale dei prezzi: in bolletta + 1,9% per ENERGIA ELETTRICA e+ 4,2% per il GAS.
IVA AL 10% SUL GAS METANO UTILIZZATO PER IL RISCALDAMENTO
POSSIBILITA’ DI RIMBORSO DELLE SOMME PAGATE IN ECCESSO SULLA BOLLETTA DEL METANO PER IL RISCALDAMENTO DOMESTICO
SCARICA IL MODULO PER LA RICHIESTA DI RIMBORSO AL TUO GESTORE E RIVOLGITI ALL'UNC DI ROMA PER INFORMAZIONI ED ASSISTENZA LEGALE
Gli utenti possono chiedere la restituzione della maggiore IVA applicata nella misura eccedente il 10% sulla fatturazione del metano consumato negli ultimi anni per il riscaldamento domestico, così come previsto dal N. 127-bis della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633.
L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione N. 108/E del 15.10.2010, ha chiarito, infatti, che l’IVA agevolata al 10% (anziché del 20% fatturata in bolletta) sul consumo di gas metano a uso civile utilizzato da condomini e cooperative con impianto centralizzato, si applica - fino al tetto massimo di 480 metri cubi annui – con riferimento ai consumi energetici di ogni singola utenza (cioè appartamento) e non dell’intero edificio.
Ciò significa, in altre parole, che il limite massimo (480 metri cubi annui) va moltiplicato per il numero degli appartamenti il cui sistema di riscaldamento è allacciato all’impianto centralizzato, sempre che il gas venga utilizzato per usi civili.
Oltre questo tetto, i consumi sono invece tassati (correttamente) con l’aliquota ordinaria del 20%.
L'Unione Nazionale Consumatori invita, pertanto, i propri associati e tutti gli utenti a controllare le bollette pagate per il riscaldamento domestico al fine di verificare l'aliquota IVA pagata; in caso di maggiorazione dell'IVA non dovuta, è possibile chiederne la restituzione al Gestore, utilizzando l'apposito MODULOpredisposto dall'Unione Consumatori, scaricabile dalla Sezione Modulistica. Si consiglia di inviare la richiesta a mezzo raccomandata A.R. (con allegate fotocopie delle bollette di pagamento in relazione alle quali si chiede il rimborso), inviandone copia, per conoscenza, anche all'Amministratore del proprio Condominio e all'Unione Nazionale Consumatori di Roma, disponibile ad offrire agli utenti consulenza ed assistenza legale per l'intera procedura di rimborso.
Bollette del gas: i conguagli si potrano pagare a rate
Conguagli rateizzati per la bolletta del gas. L’Autorità per l’Energia ha stabilito che da marzo 2011 le società venditrici non potranno chiedere agli utenti il pagamento in un’unica soluzione del conguaglio delle bollette: i clienti hanno diritto a dividere l’importo in quote costanti in un numero pari a quello delle fatture emesse fra un conguaglio e quello successivo.
I consumatori che vorranno usufruire di questa modalità di pagamento dovranno chiederla alla società entro la scadenza della bolletta.
In generale, si può richiedere il pagamento a rate:
- se a causa di un malfunzionamento del contatore viene chiesto il pagamento di consumi non registrati dal contatore stesso;
- se al cliente dotato di contatore accessibile è stato chiesto un conguaglio a causa di una o più mancate letture;
- se il conguaglio -sia nel caso di conguaglio dei consumi che di conguaglio tariffario - è superiore al doppio dell'addebito più elevato fatturato nelle bollette a stima, ricevute dopo la precedente bolletta di conguaglio (resta ovviamente escluso il caso in cui la differenza fra addebito fatturato nella bolletta di conguaglio e addebiti fatturati nelle bollette stimate o in acconto sia provocata solo dalla variazione stagionale dei consumi). (SdC-04.12.2010)